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Salame Cotto Monferrato

Largamente diffuso nella cultura gastronomica popolare del Piemonte, il Salame Cotto era la colonna portante della "merenda sinoira" (la merenda che fa cena) che era il "cibo-pronto" della tradizione contadina consumata per cercare refrigerio e svago dopo le fatiche di tutti i giorni nelle vigne e nei campi. Con il salame cotto tagliato a spesse fette sul tavolo, si consumava la gioia delle piccole cose e si apprezzava il piacere di un'amichevole compagnia, di una bella cantata, con la voce resa più sonora da qualche buon bicchiere di vino della propria terra. Un tempo era prodotto con tagli di recupero, all'AgriSalumeria si prepara con tagli pregiati. Viene insaccato nel budello, detto tascone, che permette di elaborare anche grosse pezzature. Generalmente per conservarne la fragranza si preferisce metterlo sottovuoto per aumentarne la conservabilità fino un mese e mezzo. Lo si apprezza meglio se tagliato a coltello a fette spesse e servito a temperatura ambiente. Si apprezza volentieri con un buon Cisterna Doc, elaborato con fragranti e profumate uve di Croatina o Bonarda piemontese. Grazie alla non eccessiva presenza di grasso e alla leggera salatura, si rivela un salume facilmente digeribile e adatto a ogni palato.